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La Chiesa della Madonna delle Grazie

La Chiesa della Madonna delle Grazie

Questa Chiesa fu costruita dal Priorato dei Celestini col titolo di S. Maria a Maiella ad Magellam.
Il 24 ottobre 1342 Giovanni Del Giudice Roffredo, con testamento redatto dal notaio Giovanni Mastrosimone, lasciava eredi di tutti i suoi beni la Congregazione dei Celestini, a condizione che fondassero un monastero.
La volontà del testatore fu eseguita dai Celestini che fondarono la chiesa e il convento. Ignoriamo quale sia stata la vita dei figli del solitario della Maiella; da un istrumento del 26 marzo 1609 del notaio Alfonso Ragioni sappiamo che vi erano pochissimi monaci (longe perpauci) e perciò fu soppresso in forza della Bolla “Instauranda” di Innocenzo X del 1652 e le poche rendite furono assegnate al Seminario. Il titolo di Madonna delle Grazie deriva da un quadro che nella seconda metà del cinquecento era molto venerato, non solo dai cittadini, ma anche dai forestieri che numerosi vi affluivano in pellegrinaggio. Le offerte di oro e di argento erano così numerose che si credette opportuno depositarle in Napoli, presso il Banco di S. Brigida.
Da un istrumento del notaio Mandavillano del 29-3-1657 sappiamo che furono dati ducati 997,66 ad un certo Angelo, residente a Capua, per il restauro o meglio ricostruzione della Chiesa.
Di un miracolo fu redatto un atto notarile dal notaio Lorenzo Mandavillano nel 29 marzo 1597: un uomo da molto tempo soffriva per il morso di una tarantola e fu improvvisamente guarito.
Presso la Chiesa vi era un xenodochio affidato ai fratelli laici dei Celestini; nel 1339 fu trasferito a S. Nicola dei Greci e si cominciò a chiamare di S. Caterina. Dalla soppressione dei Celestini, fino al 1754, appartenne al Seminario. Il Vescovo Domenico Giordano vi trasferì la Parrocchia di S. Marco, con l
onere di una libbra di cera “pro ricognizione”. La Parrochia di S. Marco si trovava presso la parte inferiore della città ed era molto umida, tanto che nel 1713 il vescovo, in Santa Visita, ordinò che i sacramenti fossero amministrati nella Chiesa di S. Michele. Alla Parrocchia di S. Marco, il Vescovo Gerolamo Michele Nichesola, con decreto del 6 aprile, unì le parrocchie di S. Onofrio e di S. Agostino extra moenia. (Da: Arminio De Monaco - "Teano - Chiese e Conventi").

   
   
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