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La Chiesa di S. Pietro in Aquariis

La Chiesa di S. Pietro in Aquariis

- Il titolo di S. Pietro in Aquariis, secondo D. Giordano, deriva o dalle molte acque che scorrono sotto la chiesa o da una fontana che era nel suo vestibolo e fu rimossa nella metà del 1700 dal Parr. Portauova o dalla famiglia De Aquariis che abitava nelle vicinanze.
La Parrocchia è molto antica, si trova ricordata in un inventario della Chiesa di S. Salvatore del 1300, conservato nella S. Visita del 1665 e nelle schede del notaio De Latinis dell'anno 1510. Nel 1539 col consenso del Parroco e del Vicario Generale Bernardino Romano, con atto del notaio Scalaleone fu ceduta agli economi e procuratori della Parrocchia di S. Maria a Maiella, oggi Madonna delle Grazie, presso la Porta della Rua, con l
orto ed i beni, perché vi costruissero uno Xenodochio, cioè, ospizio dei forestieri.
Nel 1566 il vescovo Girolamo Nichesola unì a questa Parrocchia le rendite della Parrocchia di S. Nicola dei Greci, così meschine che il Parroco non poteva viverci; nel luogo della chiesa fu costruito il convento di S. Caterina. L'unione fu fatta in perpetuo con tutti i diritti, beni, appartenenze, oneri ed onori. Presso la Chiesa era un xenodochio i cui amministratori erano nominati dall'università (Comune). Nel 1590 il Vescovo Vincenzo Serafino unì l
ospizio alla sacrestia della Cattedrale: ne nacque una lite con luniversità, fu fatto appello alla Curia metropolitana ed il provvedimento fu annullato. Migliore sorte ebbe lannessione alla Parrocchia di S. Pietro dal Vicario Apostolico Pietro Villano nel 1597 e confermata nel 1605 dal Vic. Ap. Geminiano Anzalonio. Ma Marcello e Camillo Lotterio riuscirono a farlo conferire dalla Santa Sede; alla morte di Camillo, nel 1580, Mons. Giovanni De Guevara nel 1633 riuscì ad eseguire il decreto del Villani. Durante la lite, ledificio fu trascurato sia dai Loretani che dal Parroco e si rovinò. Veramente la parrocchia era molto povera, rendeva solo otto aurei, non aveva neppure il fonte battesimale e non conservava lEucaristia. Nel caso di bisogno si ricorreva a S. Maria La Nova o a S. Caterina. Il 15 luglio 1710 vi fu unito il beneficio di S. Elena “alli Scarpati” e nel 1748 quello di S. Maria del Monte Carmelo. Sullarchitrave della porta è scritto, con l'immagine di S. Pietro: IANITORI POSITUM CUIUS OBTUTU POTIUS PATEAT (A S. Pietro, posto come suo portinaio, a suo volere si apre). (Da: Arminio De Monaco: "Teano - Chiese e Conventi").

   
   
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